sabato 18 aprile 2009

Tubo di Newton




Il tubo di Newton è un tubo di vetro contenente una piuma e una moneta e serve a verificare che il moto di caduta libera è uniformemente accelerato. Nel tubo viene creato il vuoto tramite la pompa. Si capovolge rapidamente il tubo e si osserva che la moneta e la piuma arrivano sul fondo allo stesso istante. Ciò significa che, in assenza di aria, essi impiegano lo stesso tempo per percorrere l’intera lunghezza del tubo. Se avessero accelerazioni diverse, arriverebbero all’estremità in basso del tubo in diverso ordine.
Per un oggetto di massa m, sottoposto alla sola forza di gravità, la legge fondamentale della dinamica diventa: P = mg, dove g è l’accelerazione di gravità che è, dunque, costante, non dipende dalle caratteristiche dell’oggetto ed è diretta verso il basso, poiché ha la stessa direzione e verso della forza di gravità.
Simone
Emanuele
Alex

martedì 14 aprile 2009

Alexander Fleming

Bene, così vi esercitate anche in inglese...


Inserisco di seguito la ricerca di Pierpaolo e Alberto.

Bravi!
Alexander Fleming e la scoperta della penicillina

Fleming nacque il 6 Agosto del 1881 in una fattoria a Lochfield nell' Ayrshire, Scozia, e studiò per due anni all'Accademia di Kilmarnock.
Successivamente frequentò la scuola di medicina del "St Mary's Hospital" a Londra
fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Partecipò al conflitto, con molti suoi colleghi, prestando servizio in un ospedale da campo sul fronte francese.
Avendo constatato le terribili infezioni
che colpivano i soldati morenti, tornò dopo la guerra al St. Mary con una rinnovata energia per la ricerca di un migliore antisettico.
Finita la guerra ritornò nel suo laboratorio di Londra e iniziò il lavoro
di ricerca che lo portò ad effettuare nel 1922 una grande scoperta.
Fleming decise di prelevare un campione delle proprie secrezioni nasali e alla fine valutò l'eventuale crescita di qualche colonia batterica.
Il giorno seguente accidentalmente una sua lacrima cadde sulla piastra di coltura.
Successivamente si accorse con molto stupore che i batteri erano cresciuti ovunque, tranne che in un punto, proprio dove il giorno precedente era caduta la lacrima.
Pensò allora che nella lacrima potesse esserci una sostanza responsabile della morte dei batteri o che impediva la loro crescita.
Verificò in seguito che si trattava di un enzima capace di distruggere le cellule batteriche e lo battezzò, ‘lisozima’. Quest’ultimo non era in grado di uccidere i microrganismi patogeni più aggressivi e resistenti.
Pare che Fleming non sia stato subito in grado di riprodurre il fenomeno originale, probabilmente avvenuto in coincidenza di particolari condizioni meteorologiche. L'estate del 1928 fu infatti molto fredda e i batteri crescevano lentamente sulle piastre.
Penicillium notatum L'inibizione della crescita batterica in una limitata porzione della piastra assomigliava al fenomeno che aveva osservato sei anni prima e che era stato provocato dalla lacrima caduta casualmente sulla piastra di coltura: questa volta, però, al centro dell'area più chiara non c'era una lacrima, ma una muffa, contaminante.
Lo studio di Fleming aprì le porte allo sviluppo della moderna terapia antibiotica.
Fleming identificò in un secondo momento la muffa come appartenente al genere Penicillium.
Se nei punti in cui la muffa era accidentalmente caduta sul terreno di coltura i batteri scomparivano, significava che questa conteneva qualche sostanza in grado di distruggerli. Quando riuscì ad isolare ed estrarre, anche se non totalmente, questo nuovo composto, lo chiamò penicillina.
Malgrado la disapprovazione dei suoi oppositori, Fleming proseguì i suoi studi fino al termine degli anni Venti, ma la storia della penicillina doveva essere ancora molto lunga e travagliata prima di approdare alla utilizzazione clinica.
Fleming decise di non proseguire oltre, convinto che, prima di passare alla fase di applicazione clinica, occorresse trovare il modo di concentrare la penicillina, per renderla più efficace. Così, all'inizio degli anni Trenta, le sue ricerche vennero interrotte, e si dedicò all'insegnamento della biologia presso l'università di Londra, fino al 1948.
Nel 1940 Fleming venne a conoscenza degli studi condotti da due ricercatori di Oxford, che non avevano dimenticato la sua scoperta ed avevano dimostrato l'attività della penicillina nei confronti di alcuni batteri, in assenza di effetti collaterali tossici alle dosi terapeutiche.
Fleming, fu determinato a non restare un semplice spettatore di questo programma di ricerca, li raggiunse per apportare il suo contributo.
Mentre questi lavori procedevano con lentezza infuriava la seconda guerra mondiale e si faceva sempre più pressante la richiesta di avere a disposizione in grande quantità un antibiotico efficace sia per le truppe che per la popolazione civile .
La Gran Bretagna, a causa dell'enorme dispendio economico causato dalla guerra, non era in grado di far fronte da sola al costo della ricerca scientifica sulla penicillina: ogni dose costava una vera fortuna e fu necessario ricorrere alla cooperazione con gli Stati Uniti per portare a termine lo studio in tempo utile da poterne utilizzare i risultati durante la seconda Guerra Mondiale.
Uno scienziato di nome Florey si recò negli Stati Uniti, al Northern Regional Research Laboratory dove da qualche tempo si stavano svolgendo ricerche sul riutilizzo dei resti di lavorazione dei cereali.
La proposta di Fleming di utilizzarli per arricchire i terreni dove venivano fatte crescere le muffe produttrici di penicillina si dimostrò vincente si ottenne un incremento di dieci volte nella produzione di antibiotico. Si pensò quindi di fare arrivare da tutto il mondo differenti campioni di muffe Penicillium.
Da allora milioni di persone in tutto il mondo, durante e dopo la guerra, sarebbero stati salvati dal prodotto di questa muffa miracolosa.
Fleming aveva dato in questo modo inizio all'era antibiotica.
Da allora in poi i ricercatori di tutto il mondo, tra cui anche lo stesso Fleming, hanno investito sempre maggiori energie nella ricerca di nuove molecole con attività antibiotica.
Nel 1945 Fleming ricevette lauree ad honorem da molte università e il premio Nobel per la Medicina.
Letizia Pierpaolo
&
Scoglio Alberto

giovedì 9 aprile 2009