mercoledì 20 aprile 2011

mercoledì 16 marzo 2011

giovedì 6 gennaio 2011

lunedì 3 gennaio 2011

2011... anno delle eclissi!!

Per cominciare...





Il 2011 sarà un anno particolare dal punto di vista astronomico, ci saranno ben 6 eclissi tra quelle di sole e quelle di luna!!
La prima... domani!! Sarà un'eclissi anulare di sole visibile anche dall'Italia; il sole sorge già parzialmente eclissato e il fenomeno si concluderà verso le 10:30.




Vi ricordo di non guardare il sole se non avete gli occhi opportunamente protetti da un filtro, per esempio gli occhiali da saldatore. Non siate superficiali, potreste danneggiare seriamente i vostri occhi!!
Per maggiori informazioni, vi suggerisco alcuni link:
articolo su adnkrons
il cielo di gennaio in astronomia.com
eclissi di sole e stelle cadenti
per vedere l'eclissi on line in diretta... nel caso il tempo non sia propizio...

sabato 25 dicembre 2010

Auguriiiii!!!


Dimensione carattere


Un'altro compito....
Giocate e divertiveti!!!!

giovedì 23 dicembre 2010

Marco...

... ecco le tue dita!!!




... e quelle degli altri "coraggiosi"...








A voi l'onore di raccontare....






mercoledì 3 novembre 2010

Alberi e fiori...



Albero e fiore di Pitagora


autore: Michela







Albero di Pitagora

autore: Francesco D.

Chi commenta spiegando di cosa si tratta???

mercoledì 7 luglio 2010

Agli esami con Marie Curie!

Pubblico con piacere il lavoro presentato agli esami da Ileana
Marie Curie e la radioattività

martedì 29 giugno 2010

La sezione aurea ... vista da Dara


Video presentato agli esami

Autrice: Dara Perrone

Musica: Firth of Fifth - Genesis

domenica 27 giugno 2010

mercoledì 2 giugno 2010

Escher

Questo video mi ha "catturato". Ve lo propongo in attesa delle vostre opere d'arte... (non ho assolutamente scordato...)

sabato 8 maggio 2010

La doccia di Pierpaolo

Ma che razza di titolo è??? vi sarete chiesti!!!
Pubblico una "nota" che mi ha fatto "pervenire" Pierpaolo... e ... capirete!!
Cosa fate voi sotto la doccia? Vi lavate!! e invece...
Mentre facevo la doccia ho cominciato a cercare la radice quadrata di alcuni numeri e ... ho notato che nei numeri consecutivi,la differenza dei quadrati è la somma dei numeri di partenza. Per esempio, se prendiamo 2 e 3 moltiplicati per se stessi, vedremo che: 2x2=4; 3x3=9; 9-4=5=2+3.
Io speravo di aver trovato una regola nuova, ma questa la studierò in primo superiore, però sono soddisfatto perchè, pur non avendo studiato la regola, sono riuscito a scoprirla da solo!!!
Pierpaolo

Caro Pierpaolo, anche io sono contenta, è un bel successo!!!
Comunque per tua curiosità posso dirti che la regola che hai scoperto si può così generalizzare: presi due numeri a e b con a>b, avremo sempre che:
a^2-b^2=(a-b)x(a+b) (e questo lo vedremo il prossimo anno); nel caso in cui i numeri siano consecutivi e a>b avremo che a-b=1, quindi:
a^2-b^2= 1x(a+b)=(a+b) che è la proprietà che hai scoperto tu!!!
Ti chiedo scusa per aver pubblicato la tua nota con un pò di ritardo, spero di non aver bloccato la tua creatività "acquatica"... se una doccia ha permesso questo, figurati che combinerai a mare questa estate!!!!

venerdì 7 maggio 2010

ETNA

Etma Maria Pagano

Isaac Newton


Isaac Newton nacque il 4 gennaio 1643 a Woolsthorpe Manor. E’ stato un matematico, fisico e alchimista inglese. Newton fu il primo a dimostrare che le leggi della natura governano il movimento della Terra e degli altri corpi celesti. Egli contribuì alla Rivoluzione scientifica e al progresso della teoria eliocentrica. A Newton si deve anche la sistematizzazione matematica delle leggi di Keplero sul movimento dei pianeti. Oltre a dedurle matematicamente dalla soluzione del problema della dinamica applicata alla Forza di gravità, egli generalizzò queste leggi intuendo che le orbite potevano essere non solo ellittiche, ma anche iperboliche e paraboliche. Ebbe un’infanzia difficile perchè la madre si risposto quando aveva tre anni e Isaac si trasferì da parenti. L’unica relazione che ebbe fu con la figliastra del padrone di casa dove viveva. Durante quel periodo aveva preso strane abitudini: costruiva meridiane, orologi ad acqua e modelli funzionanti di mulini. Alla fine del 1658, la madre lo costrinse a abbandonare gli studi e lo richiamò a casa per accudire i campi ma si rivelò un pessimo agricoltore. Alla fine il suo maestro convinse sua madre a fargli proseguire gli studi al Trinity College di Cambridge. A quel tempo gli insegnamenti del College erano basati su Aristotele ma Newton preferiva filosofi più moderni Cartesio, Galileo, Copernico e Keplero. Nel 1665, scoprì il teorema binomiale poi, quando la sua scuola fu chiusa per peste, Newton approfittò di questa interruzione per proseguire gli studi per conto suo; durante questo periodo scoprì le Identità di Newton, il metodo di Newton, approssimò le serie armonica tramite i logaritmi e iniziò a sviluppare il calcolo infinitesimale. Dal 1670 al 1672 si occupò di ottica. Durante questo periodo studiò la rifrazione della luce dimostrando che un prisma può scomporre la luce bianca in uno spettro di colori, e quindi una lente e un secondo prisma possono ricomporre lo spettro in luce bianca. Da questo lavoro concluse che ogni telescopio rifrattore avrebbe sofferto della dispersione della luce in colori, ed inventò il telescopio riflettore per aggirare il problema. Nel 1671 la Royal Society lo chiamò per una dimostrazione del suo telescopio riflettore. Il loro interesse lo incoraggiò a pubblicare le note On Colours (Sui colori) che più tardi arricchì nel suo lavoro Opticks (Ottica). Quando Robert Hooke criticò alcune delle sue idee, Newton ne fu così offeso che si ritirò dal dibattito pubblico e i due rimasero nemici fino alla morte di Hooke, commentando ciò con questa frase: L'impegno di Newton per la scienza è chiaramente dimostrato da un particolare esperimento sull'ottica. Avendo l'idea che il colore fosse provocato dalla pressione sull'occhio, egli premette un ago da cucito intorno al suo occhio fino a quando poté dare dei colpetti al retro dello stesso, notando spassionatamente "cerchi bianchi, scuri e colorati fintanto che continuava ad agitarlo". Un’altra delle sue ricerche fu quando Newton, si racconta, una mela gli cadde sulla testa quando era seduto sotto un melo del suo giardino. Ciò, sempre secondo la leggenda, lo fece pensare alla gravitazione e al perché la Luna non cadesse sulla terra come la mela. Iniziò a pensare dunque a una forza che diminuisse con l'inverso del quadrato della distanza, come l'intensità della luce. Newton però non tenne conto delle perturbazioni planetarie e di conseguenza i suoi calcoli sul moto della Luna non erano corretti. Deluso smise quindi di pensare alla gravitazione. Nel 1687 pubblicò i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, nella quale descrisse la legge di gravitazione universale e, attraverso le sue leggi del moto, creò i fondamenti per la meccanica classica. Quest’opera è considerata un capolavoro assoluto della storia della scienza; con essa Newton stabilì le tre leggi universali del movimento che non sono state migliorate per i successivi trecento anni. Egli usò la parola latina gravitas (peso) per la determinazione analitica della forza che sarebbe diventata conosciuta come gravità, e definì la legge della gravitazione universale. Nello stesso lavoro presentò la prima determinazione analitica, basata sulla legge di Boyle, sulla velocità del suono nell'aria. Morì a Londra il 31 marzo 1727 all'età di 84 anni e fu sepolto nell'Abbazia di Westminster.
Dara Perrone

Dopo la visita guidata al parco dell'Etna...

I VULCANI

Quando la scuola produce talenti

Ringraziamo la carissima Katia Trifirò per l'articolo che ci ha dedicato, sulla gazzetta del sud e sul suo blog, e che riportiamo di seguito:





QUANDO LA SCUOLA PRODUCE TALENTI
Piccoli talenti crescono: sono otto gli studenti della scuola media statale di Santa Lucia dei Mela selezionati per le gare matematiche che si terranno a Bari e a Milano con la partecipazione di giovani provenienti da diverse parti d’Italia. I ragazzi luciesi sono risultati finalisti delle gare logico-linguistiche-matematiche organizzate dall’associazione nazionale “Gioiamathesis” che verranno disputate a maggio nel capoluogo pugliese. Si tratta di Santi Arena, Santo Calderone Salvadore, Antonino Di Paola, Vincenzo Iarrera, Pierpaolo Letizia, Simone Manna, Maria Pagano, Dara Perrone. Due di loro, Maria Pagano e Santo Calderone Salvadore, si sono inoltre qualificati per la finale delle gare internazionali organizzate alla Bocconi dal Centro Pristem. “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dai nostri ragazzi, che vanno incoraggiati e valorizzati” ha detto la prof. Maria Trifiletti, dirigente dell’istituto comprensivo luciese. Gli studenti finalisti, insieme alle loro classi, hanno partecipato al progetto interno all’istituto “Giochi matematici”, che ha coinvolto elementari e medie, sotto la guida degli insegnanti, con l’associazione di cultori della matematica AICM. “Un progetto che investe nella matematica e nel talento dei giovani studenti, con l’obiettivo di sviluppare le capacità logiche e un approccio allo studio utile in tutte le discipline” ha commentato la dirigente Trifiletti. “Ma anche un modo per crescere nel confronto e nello scambio con ragazzi provenienti da altre realtà italiane”.

lunedì 11 gennaio 2010

sabato 18 aprile 2009

Tubo di Newton




Il tubo di Newton è un tubo di vetro contenente una piuma e una moneta e serve a verificare che il moto di caduta libera è uniformemente accelerato. Nel tubo viene creato il vuoto tramite la pompa. Si capovolge rapidamente il tubo e si osserva che la moneta e la piuma arrivano sul fondo allo stesso istante. Ciò significa che, in assenza di aria, essi impiegano lo stesso tempo per percorrere l’intera lunghezza del tubo. Se avessero accelerazioni diverse, arriverebbero all’estremità in basso del tubo in diverso ordine.
Per un oggetto di massa m, sottoposto alla sola forza di gravità, la legge fondamentale della dinamica diventa: P = mg, dove g è l’accelerazione di gravità che è, dunque, costante, non dipende dalle caratteristiche dell’oggetto ed è diretta verso il basso, poiché ha la stessa direzione e verso della forza di gravità.
Simone
Emanuele
Alex

martedì 14 aprile 2009

Alexander Fleming

Bene, così vi esercitate anche in inglese...


Inserisco di seguito la ricerca di Pierpaolo e Alberto.

Bravi!
Alexander Fleming e la scoperta della penicillina

Fleming nacque il 6 Agosto del 1881 in una fattoria a Lochfield nell' Ayrshire, Scozia, e studiò per due anni all'Accademia di Kilmarnock.
Successivamente frequentò la scuola di medicina del "St Mary's Hospital" a Londra
fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Partecipò al conflitto, con molti suoi colleghi, prestando servizio in un ospedale da campo sul fronte francese.
Avendo constatato le terribili infezioni
che colpivano i soldati morenti, tornò dopo la guerra al St. Mary con una rinnovata energia per la ricerca di un migliore antisettico.
Finita la guerra ritornò nel suo laboratorio di Londra e iniziò il lavoro
di ricerca che lo portò ad effettuare nel 1922 una grande scoperta.
Fleming decise di prelevare un campione delle proprie secrezioni nasali e alla fine valutò l'eventuale crescita di qualche colonia batterica.
Il giorno seguente accidentalmente una sua lacrima cadde sulla piastra di coltura.
Successivamente si accorse con molto stupore che i batteri erano cresciuti ovunque, tranne che in un punto, proprio dove il giorno precedente era caduta la lacrima.
Pensò allora che nella lacrima potesse esserci una sostanza responsabile della morte dei batteri o che impediva la loro crescita.
Verificò in seguito che si trattava di un enzima capace di distruggere le cellule batteriche e lo battezzò, ‘lisozima’. Quest’ultimo non era in grado di uccidere i microrganismi patogeni più aggressivi e resistenti.
Pare che Fleming non sia stato subito in grado di riprodurre il fenomeno originale, probabilmente avvenuto in coincidenza di particolari condizioni meteorologiche. L'estate del 1928 fu infatti molto fredda e i batteri crescevano lentamente sulle piastre.
Penicillium notatum L'inibizione della crescita batterica in una limitata porzione della piastra assomigliava al fenomeno che aveva osservato sei anni prima e che era stato provocato dalla lacrima caduta casualmente sulla piastra di coltura: questa volta, però, al centro dell'area più chiara non c'era una lacrima, ma una muffa, contaminante.
Lo studio di Fleming aprì le porte allo sviluppo della moderna terapia antibiotica.
Fleming identificò in un secondo momento la muffa come appartenente al genere Penicillium.
Se nei punti in cui la muffa era accidentalmente caduta sul terreno di coltura i batteri scomparivano, significava che questa conteneva qualche sostanza in grado di distruggerli. Quando riuscì ad isolare ed estrarre, anche se non totalmente, questo nuovo composto, lo chiamò penicillina.
Malgrado la disapprovazione dei suoi oppositori, Fleming proseguì i suoi studi fino al termine degli anni Venti, ma la storia della penicillina doveva essere ancora molto lunga e travagliata prima di approdare alla utilizzazione clinica.
Fleming decise di non proseguire oltre, convinto che, prima di passare alla fase di applicazione clinica, occorresse trovare il modo di concentrare la penicillina, per renderla più efficace. Così, all'inizio degli anni Trenta, le sue ricerche vennero interrotte, e si dedicò all'insegnamento della biologia presso l'università di Londra, fino al 1948.
Nel 1940 Fleming venne a conoscenza degli studi condotti da due ricercatori di Oxford, che non avevano dimenticato la sua scoperta ed avevano dimostrato l'attività della penicillina nei confronti di alcuni batteri, in assenza di effetti collaterali tossici alle dosi terapeutiche.
Fleming, fu determinato a non restare un semplice spettatore di questo programma di ricerca, li raggiunse per apportare il suo contributo.
Mentre questi lavori procedevano con lentezza infuriava la seconda guerra mondiale e si faceva sempre più pressante la richiesta di avere a disposizione in grande quantità un antibiotico efficace sia per le truppe che per la popolazione civile .
La Gran Bretagna, a causa dell'enorme dispendio economico causato dalla guerra, non era in grado di far fronte da sola al costo della ricerca scientifica sulla penicillina: ogni dose costava una vera fortuna e fu necessario ricorrere alla cooperazione con gli Stati Uniti per portare a termine lo studio in tempo utile da poterne utilizzare i risultati durante la seconda Guerra Mondiale.
Uno scienziato di nome Florey si recò negli Stati Uniti, al Northern Regional Research Laboratory dove da qualche tempo si stavano svolgendo ricerche sul riutilizzo dei resti di lavorazione dei cereali.
La proposta di Fleming di utilizzarli per arricchire i terreni dove venivano fatte crescere le muffe produttrici di penicillina si dimostrò vincente si ottenne un incremento di dieci volte nella produzione di antibiotico. Si pensò quindi di fare arrivare da tutto il mondo differenti campioni di muffe Penicillium.
Da allora milioni di persone in tutto il mondo, durante e dopo la guerra, sarebbero stati salvati dal prodotto di questa muffa miracolosa.
Fleming aveva dato in questo modo inizio all'era antibiotica.
Da allora in poi i ricercatori di tutto il mondo, tra cui anche lo stesso Fleming, hanno investito sempre maggiori energie nella ricerca di nuove molecole con attività antibiotica.
Nel 1945 Fleming ricevette lauree ad honorem da molte università e il premio Nobel per la Medicina.
Letizia Pierpaolo
&
Scoglio Alberto