sabato 8 maggio 2010

La doccia di Pierpaolo

Ma che razza di titolo è??? vi sarete chiesti!!!
Pubblico una "nota" che mi ha fatto "pervenire" Pierpaolo... e ... capirete!!
Cosa fate voi sotto la doccia? Vi lavate!! e invece...
Mentre facevo la doccia ho cominciato a cercare la radice quadrata di alcuni numeri e ... ho notato che nei numeri consecutivi,la differenza dei quadrati è la somma dei numeri di partenza. Per esempio, se prendiamo 2 e 3 moltiplicati per se stessi, vedremo che: 2x2=4; 3x3=9; 9-4=5=2+3.
Io speravo di aver trovato una regola nuova, ma questa la studierò in primo superiore, però sono soddisfatto perchè, pur non avendo studiato la regola, sono riuscito a scoprirla da solo!!!
Pierpaolo

Caro Pierpaolo, anche io sono contenta, è un bel successo!!!
Comunque per tua curiosità posso dirti che la regola che hai scoperto si può così generalizzare: presi due numeri a e b con a>b, avremo sempre che:
a^2-b^2=(a-b)x(a+b) (e questo lo vedremo il prossimo anno); nel caso in cui i numeri siano consecutivi e a>b avremo che a-b=1, quindi:
a^2-b^2= 1x(a+b)=(a+b) che è la proprietà che hai scoperto tu!!!
Ti chiedo scusa per aver pubblicato la tua nota con un pò di ritardo, spero di non aver bloccato la tua creatività "acquatica"... se una doccia ha permesso questo, figurati che combinerai a mare questa estate!!!!

venerdì 7 maggio 2010

ETNA

Etma Maria Pagano

Isaac Newton


Isaac Newton nacque il 4 gennaio 1643 a Woolsthorpe Manor. E’ stato un matematico, fisico e alchimista inglese. Newton fu il primo a dimostrare che le leggi della natura governano il movimento della Terra e degli altri corpi celesti. Egli contribuì alla Rivoluzione scientifica e al progresso della teoria eliocentrica. A Newton si deve anche la sistematizzazione matematica delle leggi di Keplero sul movimento dei pianeti. Oltre a dedurle matematicamente dalla soluzione del problema della dinamica applicata alla Forza di gravità, egli generalizzò queste leggi intuendo che le orbite potevano essere non solo ellittiche, ma anche iperboliche e paraboliche. Ebbe un’infanzia difficile perchè la madre si risposto quando aveva tre anni e Isaac si trasferì da parenti. L’unica relazione che ebbe fu con la figliastra del padrone di casa dove viveva. Durante quel periodo aveva preso strane abitudini: costruiva meridiane, orologi ad acqua e modelli funzionanti di mulini. Alla fine del 1658, la madre lo costrinse a abbandonare gli studi e lo richiamò a casa per accudire i campi ma si rivelò un pessimo agricoltore. Alla fine il suo maestro convinse sua madre a fargli proseguire gli studi al Trinity College di Cambridge. A quel tempo gli insegnamenti del College erano basati su Aristotele ma Newton preferiva filosofi più moderni Cartesio, Galileo, Copernico e Keplero. Nel 1665, scoprì il teorema binomiale poi, quando la sua scuola fu chiusa per peste, Newton approfittò di questa interruzione per proseguire gli studi per conto suo; durante questo periodo scoprì le Identità di Newton, il metodo di Newton, approssimò le serie armonica tramite i logaritmi e iniziò a sviluppare il calcolo infinitesimale. Dal 1670 al 1672 si occupò di ottica. Durante questo periodo studiò la rifrazione della luce dimostrando che un prisma può scomporre la luce bianca in uno spettro di colori, e quindi una lente e un secondo prisma possono ricomporre lo spettro in luce bianca. Da questo lavoro concluse che ogni telescopio rifrattore avrebbe sofferto della dispersione della luce in colori, ed inventò il telescopio riflettore per aggirare il problema. Nel 1671 la Royal Society lo chiamò per una dimostrazione del suo telescopio riflettore. Il loro interesse lo incoraggiò a pubblicare le note On Colours (Sui colori) che più tardi arricchì nel suo lavoro Opticks (Ottica). Quando Robert Hooke criticò alcune delle sue idee, Newton ne fu così offeso che si ritirò dal dibattito pubblico e i due rimasero nemici fino alla morte di Hooke, commentando ciò con questa frase: L'impegno di Newton per la scienza è chiaramente dimostrato da un particolare esperimento sull'ottica. Avendo l'idea che il colore fosse provocato dalla pressione sull'occhio, egli premette un ago da cucito intorno al suo occhio fino a quando poté dare dei colpetti al retro dello stesso, notando spassionatamente "cerchi bianchi, scuri e colorati fintanto che continuava ad agitarlo". Un’altra delle sue ricerche fu quando Newton, si racconta, una mela gli cadde sulla testa quando era seduto sotto un melo del suo giardino. Ciò, sempre secondo la leggenda, lo fece pensare alla gravitazione e al perché la Luna non cadesse sulla terra come la mela. Iniziò a pensare dunque a una forza che diminuisse con l'inverso del quadrato della distanza, come l'intensità della luce. Newton però non tenne conto delle perturbazioni planetarie e di conseguenza i suoi calcoli sul moto della Luna non erano corretti. Deluso smise quindi di pensare alla gravitazione. Nel 1687 pubblicò i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, nella quale descrisse la legge di gravitazione universale e, attraverso le sue leggi del moto, creò i fondamenti per la meccanica classica. Quest’opera è considerata un capolavoro assoluto della storia della scienza; con essa Newton stabilì le tre leggi universali del movimento che non sono state migliorate per i successivi trecento anni. Egli usò la parola latina gravitas (peso) per la determinazione analitica della forza che sarebbe diventata conosciuta come gravità, e definì la legge della gravitazione universale. Nello stesso lavoro presentò la prima determinazione analitica, basata sulla legge di Boyle, sulla velocità del suono nell'aria. Morì a Londra il 31 marzo 1727 all'età di 84 anni e fu sepolto nell'Abbazia di Westminster.
Dara Perrone

Dopo la visita guidata al parco dell'Etna...

I VULCANI

Quando la scuola produce talenti

Ringraziamo la carissima Katia Trifirò per l'articolo che ci ha dedicato, sulla gazzetta del sud e sul suo blog, e che riportiamo di seguito:





QUANDO LA SCUOLA PRODUCE TALENTI
Piccoli talenti crescono: sono otto gli studenti della scuola media statale di Santa Lucia dei Mela selezionati per le gare matematiche che si terranno a Bari e a Milano con la partecipazione di giovani provenienti da diverse parti d’Italia. I ragazzi luciesi sono risultati finalisti delle gare logico-linguistiche-matematiche organizzate dall’associazione nazionale “Gioiamathesis” che verranno disputate a maggio nel capoluogo pugliese. Si tratta di Santi Arena, Santo Calderone Salvadore, Antonino Di Paola, Vincenzo Iarrera, Pierpaolo Letizia, Simone Manna, Maria Pagano, Dara Perrone. Due di loro, Maria Pagano e Santo Calderone Salvadore, si sono inoltre qualificati per la finale delle gare internazionali organizzate alla Bocconi dal Centro Pristem. “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dai nostri ragazzi, che vanno incoraggiati e valorizzati” ha detto la prof. Maria Trifiletti, dirigente dell’istituto comprensivo luciese. Gli studenti finalisti, insieme alle loro classi, hanno partecipato al progetto interno all’istituto “Giochi matematici”, che ha coinvolto elementari e medie, sotto la guida degli insegnanti, con l’associazione di cultori della matematica AICM. “Un progetto che investe nella matematica e nel talento dei giovani studenti, con l’obiettivo di sviluppare le capacità logiche e un approccio allo studio utile in tutte le discipline” ha commentato la dirigente Trifiletti. “Ma anche un modo per crescere nel confronto e nello scambio con ragazzi provenienti da altre realtà italiane”.

lunedì 11 gennaio 2010

sabato 18 aprile 2009

Tubo di Newton




Il tubo di Newton è un tubo di vetro contenente una piuma e una moneta e serve a verificare che il moto di caduta libera è uniformemente accelerato. Nel tubo viene creato il vuoto tramite la pompa. Si capovolge rapidamente il tubo e si osserva che la moneta e la piuma arrivano sul fondo allo stesso istante. Ciò significa che, in assenza di aria, essi impiegano lo stesso tempo per percorrere l’intera lunghezza del tubo. Se avessero accelerazioni diverse, arriverebbero all’estremità in basso del tubo in diverso ordine.
Per un oggetto di massa m, sottoposto alla sola forza di gravità, la legge fondamentale della dinamica diventa: P = mg, dove g è l’accelerazione di gravità che è, dunque, costante, non dipende dalle caratteristiche dell’oggetto ed è diretta verso il basso, poiché ha la stessa direzione e verso della forza di gravità.
Simone
Emanuele
Alex